giovedì 28 gennaio 2010

Intervista Mattioli Roberto

Fonte: Allenatore.net


LAZIO PRIMAVERA stagione sportiva 2004 / 2005 Mister: Mattioli Roberto


CENTRO SPORTIVO FORMELLO 11/10/2004


La carriera di Mattioli Roberto……

Dopo aver chiuso la carriera di giocatore nella S.S. Romulea, storica e blasonata società dilettantistica della capitale, inizia presso la stessa società la carriera di allenatore, collaborando per circa 10 anni seguendo le squadre dalla categoria esordienti fino alla categoria juniores; poi una breve parentesi nella società del Tre Fontane e subito il salto nei professionisti con un anno alla Lodigiani e poi approda alla Roma dove lavora 6 stagioni facendo campionati nazionali e regionali per poi approdare alla Lazio nella stagione sportiva 2003/2004 con la squadra di Allievi Sperimentali e nella stagione in corso prende le redini della squadra Primavera.


Mister, quali sono gli obiettivi della stagione in corso?

Il principale obiettivo societario e del sottoscritto è quello di far crescere un gruppo di giocatori utile per un futuro alla prima squadra, la rosa è molto ampia e già più di qualche elemento è nell’orbita della formazione di Mimmo Caso, il mio compito è quello di consolidare questo numero che orbita intorno alla Lazio dei “grandi” per avere a disposizione un parco giocatori che consenta di non dover più affrontare folli spese in campagna acquisti, utilizzando il ricco vivaio a disposizione.


Come è composto il suo staff?

Ho a disposizione il preparatore atletico, il medico, il fisioterapista, il massaggiatore e ognuno per il proprio campo di competenza partecipa alla gestione della squadra.


Come “lavora” la Primavera della Lazio?

La squadra ad inizio stagione viene sottoposta ad una batteria di test per verificarne la condizione atletica, che poi nell’arco della stagione vengono ripetuti all’incirca 4 volte. Con il mio staff si è scelta una linea di lavoro dove le capacità condizionali vengono allenate sempre con la palla, riducendo al minimo il lavoro a secco, per cercare di sfruttare al massimo il tempo che si ha a disposizione. Anche se si ha a disposizione un gruppo dalle caratteristiche tecnico tattiche molto evoluto, non trascuriamo il lavoro sulle capacità coordinative e sulla tecnica di base.
La settimana tipo inizia il lunedì con il lavoro in palestra, martedì si lavora sulla resistenza, mercoledì riposo, giovedì reattività- velocità, il venerdì si prepara la gara che si gioca il sabato.
Premesso che il gruppo è molto numeroso si formano 2 sottogruppi all’inizio della seduta uno lavora con me l’altro con il preparatore, la seduta di allenamento standard è così strutturata:
si inizia con una fase di riscaldamento basata principalmente sulla tecnica di base con rapporto giocatore pallone di uno a uno, quindi si palleggia con tutte le parti anatomiche del piede, sempre nella fase iniziale della seduta si inseriscono situazioni gioiose per creare un clima ideale; l’obiettivo tecnico - tattico della seduta nasce da quello che sono stati gli errori più frequenti durante la gara (esempio: molti errori nella trasmissione e nel controllo della palla, allora si lavora su quell’aspetto in settimana; sotto l’aspetto tattico coperture errate in fase di non possesso allora si corregge questo aspetto).
Nello specifico il lavoro del campo è cosi strutturato: dopo il riscaldamento “tecnico” si passa ai giochi introduttivi dove si “corregge” l’aspetto tattico; nella parte centrale della seduta un sottogruppo svolge lavoro condizionale, l’altro lavoro sugli aspetti coordinativi che vengono “trascurati” seguendo il gruppo tutto insieme, poi si invertono i gruppi; stesso discorso quando si lavora sull’aspetto tattico si lavora alternando i gruppi; la fine della seduta si lascia spazio ad una partita da “strada” dove non esiste nessun vincolo ed anche le porte devono essere ricavate utilizzando materiale che si ha a disposizione, di modo che si gioca per divertimento pure senza “obblighi”.


Come è composto il gruppo e come ha impostato la squadra?

La politica che si sta seguendo alla Lazio è quella intrapresa nella stagione 2003/2004 dall’attuale allenatore della prima squadra, Mimmo Caso era in quella stagione responsabile del settore giovanile e allenatore della primavera e si è costruito un gruppo molto giovane e non più ai limiti di età in modo da “costruire” giocatori in casa. Infatti in questa stagione la rosa è molto ampia circa 38 ragazzi, che sono la squadra primavera e la squadra berretti (che non è stata più iscritta al campionato di categoria). La squadra primavera è stata costruita sul gruppo della stagione precedente dove militavano e militano ottimi elementi che sono nell’orbita della prima squadra. La Lazio primavera è impostata nel modo di giocare come la prima squadra, in accordo con mister M. Caso per fare un discorso di continuità, se un giovane si trova a lavorare con i “grandi” non deve trovarsi con un grosso gap tattico molto ampio da coprire, ovviamente il discorso vale anche per la parte condizionale e la parte tecnica dove i ragazzi svolgono un lavoro molto simile a quello della prima squadra, per non “soffrire” in nessun modo l’eventuale salto in avanti. Tutto è facilitato dal fatto che nel centro sportivo di Formello i giocatori della serie A stanno a stretto contatto con i ragazzi della primavera, quindi esiste anche un rapporto extra sportivo.
Se vogliamo parlare di modulo, quello iniziale della Lazio primavera è il 4-2-3-1 (figura n. 1), molto camaleontico specie in fase di possesso palla; durante la settimana lavoriamo anche su diversi sistemi di gioco, seguendo quelli che possono essere gli indirizzi della prima squadra, così chi sale è pronto per affrontare qualsiasi situazione tattica; infatti durante gli allenamenti si lavora su gare a moduli contrapposti (4-4-2 vs 4-3-3; 4-2-3-1 vs 3-5-2 …….).


Come si prepara la Lazio baby alla partita, quindi il modo di gestire la gara, l’intervallo, il dopo partita e gli elementi dove porre l’attenzione quando si parla dell’avversario….?

La gara nel suo insieme viene preparata il venerdì nella seduta di rifinitura, poi nello spogliatoio prima del fischio d’inizio dedico pochi minuti per un “ripasso” generale sui compiti di ognuno e del lavoro da svolgere in possesso e non possesso palla. I primi undici entrano in campo con il preparatore atletico per il riscaldamento pre partita circa 25 minuti prima del fischio di inizio. Nell’intervallo lascio qualche minuti per far tranquillizzare i ragazzi e permettere al medico e al massaggiatore di effettuare le cure necessarie ad eventuali infortunati, passato questo momento resto solo con la squadra e discuto l’andamento della gara, correggendo eventuali errori nelle fasi di gioco e suggerisco qualche carenza tattica degli avversari per coglierli su un eventuale lato debole. Sottolineo comportamenti negativi aiutando il giocatore per cercare di non ripeterli. I cambi abitualmente non li effettuo durante l’intervallo, salvo se esiste una reale necessità, come cerco di evitare di far entrare qualcuno solo per un minuto, questo perché ricerco in tutte le situazioni correttezza e sincerità con i giocatori. Nel dopo partita in caso di vittoria deve esserci una esultanza controllata e gestita in modo corretto nel rispetto degli avversari, in caso di sconfitta è meglio non intervenire in nessuna maniera perché potrebbero essere dette cose che non corrispondono a verità o essere fraintese dai giocatori e per questo è meglio rimandare il tutto al primo allenamento settimanale. Riguardo all’avversario non si conoscono bene le compagini da affrontare, tranne se ci sono giocatori avversari conosciuti allora si cerca di predisporre delle contromosse per rendere inefficaci le giocate del singolo, quindi per prassi durante il corso della partita e durante l’intervallo si apportano le correzioni tattiche necessarie per non subire il gioco avversario.



La squadra difende ad uomo, a zona o misto?

La squadra difende a zona, su queste basi la squadra si muove in funzione della palla , riducendo gli spazi giocabili, stringendo la marcatura sull’uomo e coprire la possibile zona di campo che potrebbe servire come appoggio al portatore di palla avversario. Con il nostro modulo abbiamo 4 linee di reparti (4-2-3-1), quindi ogni linea deve essere scaglionata in modo da coprire tutti gli spazi che si potrebbero creare tra le linee dei reparti (figura n. 2).


La squadra fa pressing e sa riconoscere la palla aperta da quella chiusa?

Non facciamo un pressing sistematico e la squadra sa riconoscere la palla aperta da quella chiusa, in fase di non possesso palla il nostro comportamento abituale è il seguente, si compattano le linee dei reparti e si aspetta che l’avversario commetta un errore nel controllo, nella trasmissione o comunque in tutte le situazioni di palla chiusa andiamo a pressare sul portatore di palla e si accorciano gli spazi nei pressi della zona dove circola la sfera; su palla aperta molto importante è il lavoro dei difensori perché se sono attaccati e si trovano in inferiorità numerica “scappano” all’indietro, in attesa di far recuperare il centrocampo e poi decidere la strategia da adottare per risolvere la situazione, in parità o superiorità numerica non si scappa ma si aggredisce subito.


Quante linee di copertura adottano i quattro di difesa?

Abitualmente si difende su una linea.



La squadra fa il fuorigioco?

Abitualmente non facciamo il fuorigioco, se non quando ci sono situazioni di eccessivo pericolo, esempio un 2 vs 2 centrale sulla linea dei difensori, questi devono cercare di aggredire insieme il portatore di palla mettendo in fuorigioco l’altro attaccante. Ovviamente se la squadra riesce per tutto l’arco della gara a giocare corta e stretta, la tattica del fuorigioco è una conseguenza del mantenere la squadra corta. Abbiamo provato il fuorigioco su palle inattive, in zone lontane dalla porta, salendo incontro al giocatore che calciava lasciando i suoi compagni dietro la linea difensiva, ma si sono avute diverse difficoltà nella gestione di questa situazione.


Come si difendono su palla inattiva?

Nei pressi dell’area di rigore sulle punizioni, oltre agli uomini in barriera chiesti dal nostro portiere, gli altri marcano tutti a uomo; sui calci d’angolo un uomo sul palo gli altri marcano a uomo; sulle palle inattive oltre a difendere cerco di preparare i giocatori alla ripartenza in contropiede mettendo se possibile 2 uomini sui vertici dell’area ed uno vicino alla zona di battuta, perché molto spesso la palla viene ribattuta nella direzione da dove è arrivata e se si è pronti a recuperarla si può sfruttare il contropiede.


Quali sono i temi prevalenti in fase di costruzione (lancio lungo – azione manovrata)?

Abitualmente il portiere deve cercare l’uscita sull’esterno basso, se è obbligato a lanciare lungo per il pressing alto avversario allora la squadra sale velocemente per fermarsi quando la palla arriva a terra e gestire la situazione di possesso e non possesso palla. Se riconquistiamo palla dobbiamo subito cercare la giocata sugli esterni cercando la trama di gioco provata in allenamento, rimanendo sempre ben equilibrati per non essere colpiti in contropiede in caso si perda palla.


Quali sono i temi offensivi della sua squadra?

In fase di possesso palla dobbiamo cercare subito l’ampiezza e si cerca di “colpire” sul lato debole l’avversario, cerchiamo di sfruttare la prima punta posta centralmente (boa) che deve smistare i palloni o sugli esterni che hanno attaccato lo spazio o serve il trequartista che offre l’appoggio, la nostra azione offensiva coinvolge quasi sempre 4 o 5 uomini, se non si riesce in questa giocata cerchiamo la profondità con gli esterni di difesa che vanno alla ricerca della sovrapposizione.


Si arriva alla conclusione per organizzazione collettiva o qualità individuale?

E’ un insieme di capacità individuali e organizzazione tattica collettiva. Infatti non sempre si ricreano in partita le situazioni provate in allenamento, anche se la squadra deve creare i presupposti perché questo si verifichi. Quando la squadra attacca se non riesce a costruire la manovra provata in allenamento, per abilità degli avversari o per difficoltà nostre, si possono sfruttare i nostri attaccanti che sono molto abili nell’1 vs 1, nel creare superiorità numerica e hanno facoltà di giocata “libera” cercando un’invenzione. Mi spiego meglio ho la fortuna di avere un attaccante come De Sousa (andato in gol anche con la prima squadra) se la squadra non gira allora lui ha la possibilità di inventare una giocata ed ecco che parte dei problemi di andare al gol sono risolti con un solo uomo.

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