martedì 17 agosto 2010

Incontro di autoformazione

Campo Comunale Via Norma - ASD SAVIO

Roma 22 febbraio 2010

“La salute mentale dell’uomo si può esprimere come armonia delle relazioni; tanto più si è dotati di salute psichica quanto più le relazioni sono mature. Ora in un gruppo – squadra la salute mentale dei singoli interagisce con il mondo di relazioni che si va a costruire: un mondo di relazioni virtuali (genitori/istruttori), di relazioni familiari (genitori/figli), di relazioni in contino divenire (istruttori/ragazzi). E tra il mondo delle relazioni e l’apprendimento del progetto didattico da parte del ragazzo che rapporto si stabilisce?”


Intervento: Emanuele Aquilani
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La salute mentale dell’uomo si può esprimere come armonia delle relazioni; tanto più si è dotati di salute psichica quanto più le relazioni sono mature:

una malattia mentale o un problema di salute mentale hanno effetti significativi su come la persona si sente, pensa, si comporta e interagisce con le altre persone. Quindi una buona salute mentale “APRE” al mondo delle relazioni interpersonali e non solo………

…Ora in un gruppo – squadra la salute mentale dei singoli interagisce con il mondo di relazioni che si va a costruire:

un gruppo – squadra è la rappresentazione di una Società in miniatura, diritti e doveri danno l’equilibrio per la convivenza civile. Se tutti i componenti godono di ottima salute mentale le relazioni interpersonali sono in armonia e si riescono a gestire al meglio tutte le sfumature caratteriali di coloro che compongono il gruppo – squadra.

…Un mondo di relazioni virtuali (genitori/istruttori):

il genitore nei confronti dell’istruttore ha una dicotomia (suddivisione di un concetto in due categorie distinte e opposte) di emozioni che saltano incontrollate dal negativo al positivo; questo rimbalzare nasce da un “evento tragico” – che vive il genitore – se il proprio figlio giochi o non giochi. Le relazioni genitori / istruttori si basano su questo evento e non nella valutazione della crescita psico – fisica del minore in età evolutiva che l’istruttore accompagna attraverso un percorso formativo.

…..relazioni familiari (genitori/figli):

all’interno di una agenzia educativa, come la nostra scuola calcio, non si ha la delega dei genitori alla patria potestà; si ha un compito diverso, quello di supporto e sostegno alle famiglie di origine per collaborare nel “costruire” gli uomini del futuro, siamo il cuscinetto e il filtro nelle relazioni tra genitori e figli.



……di relazioni in contino divenire (istruttori/ragazzi). E tra il mondo delle relazioni e l’apprendimento del progetto didattico da parte del ragazzo che rapporto si stabilisce?:


Oltre all’utilizzo dei metodi di insegnamento induttivi e deduttivi seguendo il passaggio “dal semplice al complesso, dal facile al difficile” l’istruttore deve tenere presente nella propria progressione didattica della comprensione empatica vale a dire immedesimarsi nell’interlocutore per comprendere il suo punto di vista, senza assumerlo come proprio, per sviluppare al meglio le relazioni con i ragazzi del gruppo – squadra. (empatia: la capacità di leggere fra le righe, di captare le spie emozionali, di cogliere anche i segnali non verbali indicatori di uno stato d’animo, senza lasciarsi guidare dai propri schemi di attribuzione di significato)

Sul piano pratico bisogna avviare i ragazzi alla pratica sportiva elaborando una serie di obiettivi da raggiungere per le categorie della scuola calcio, la programmazione ha il duplice obiettivo di conseguire sia una preparazione generale di base che una specifica conoscenza della disciplina calcio. Notevole importanza la riveste il CARICO MOTORIO, l’attività gestita dall’allenatore, riferibile alla qualità e quantità delle azioni motorie programmate, l’attività motoria diventa significativa in termini di apprendimento se supera la normale motricità quotidiana.

Come supero la normale motricità quotidiana? Come supero la mancanza di competitività?

Per risolvere questi problemi alla Cisco Calcio Roma (con il Responsabile della Scuola Calcio Malfatti Attila) per un’intera stagione si è dato risalto all’aspetto mentale, dovevamo indirizzare i bambini della scuola calcio a pensare in modo vincente – lavorare sulla mentalità per essere competitivi, tecnica e tattica arrivavano dopo, bisognava costruire nella testa dei bambini l’idea di competizione che necessità di maggior tempo per essere acquisita, rispetto all’acquisizione delle capacità tecniche e tattiche; la stagione successiva ho riproposto questo tipo di lavoro con i Pulcini 2000 della Vigor Perconti…….ho avuto ancora una volta una risposta positiva sul piano caratteriale e della competitività, forse un po’ meno sull’aspetto tecnico, ma noi prepariamo futuri giocatori di calcio che è uno sport di competizione pura.

Per sviluppare questa competitività ho lavorato nelle due stagioni su SITUAZIONI DI GIOCO SEMPLICI (1 vs portiere; 1 vs 1; 1 vs 1 + portiere; 2 vs portiere; 2 vs 1; 2 vs 1 + portiere…….) che sono un momento didattico cardine per il gioco sport calcio dai 6 ai 12 anni. E’ una formazione multilaterale e polivalente che porta ad un allargamento della base di esperienze motorie che permetteranno di ottenere il risultato migliore al termine del percorso sportivo.

Con le situazioni di gioco semplice abbiamo tenuto conto degli obiettivi motori, tecnici e tattici da raggiungere (schede allegate), ma la nostra attenzione era centrata sull’aspetto EMOTIVO, COGNITIVO e SOCIALE:

Obiettivo cognitivo

PICCOLI AMICI

• Vincere la paura
• Conoscere e rispettare le regole
• Organizzare un progetto individuale


PULCINI

• Stimolare l’iniziativa
• Conoscere e rispettare le regole
• Capacità di risolvere i problemi
• Accettare vittoria e sconfitta
• Aiutare e farsi aiutare


ESORDIENTI

• Sicurezza di se e proprie capacità
• Sviluppo della competitività
• Elaborare una strategia comune che tenga conto dell’avversario
• Collaborazione e comunicazione


CAPACITA’ EMOTIVO – SOCIALI

Area sociale:

Riguarda i rapporti interpersonali che il bambino instaura con coloro che lo circondano durante l’attività calcistica e i riflessi sulla propria persona che questi comportano.

Area emotivo – sociali:

Adattamento alle esigenze di squadra
Autostima
Conoscenza e rispetto delle regole comportamentali
Determinazione e voglia di vincere
Rapporti con i compagni
Riconoscimento e fiducia nei confronti del ruolo dell’allenatore

Gestione delle emozioni derivanti da:

Pre-partita:

Aspettativa prestazione di squadra
Aspettativa prestazione personale
Aspettativa risultato
Concetto di avversario: timore, rispetto, stimolo

Partita:

Aspettativa allenatore
Aspettativa compagni/singolo
Aspettativa pubblico/genitori
Gestione emozioni nelle diverse situazioni di gioco: rigore, occasione da gol, errore importante, gol subito
Rapporto con arbitro

Post-partita

Analisi prestazione personale e di squadra da parte dell’allenatore e autoanalisi
Giudizio dei genitori
Risultato nel contesto di una singola partita, di un torneo o di un campionato

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